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LA RICOSTRUZIONE PUBBLICA

LA RICOSTRUZIONE PUBBLICA

I dati relativi alla “ricostruzione pubblica” si riferiscono a tutti gli interventi su beni di proprietà di enti pubblici (Comuni, Province, Stato ed aziende pubbliche, come ad esempio l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale [ATER]) danneggiati a seguito del sisma del 2009.

Complessivamente, per gli interventi su edifici o strutture di proprietà pubblica sono stati richiesti 1,2 miliardi di euro (importo “richiesto”), nella quasi totalità 1,17 milioni riconosciuti come effettivamente erogabili (importo “finanziato”). Di questi, circa 342 milioni (pari a circa il 30% dell’importo riconosciuto come finanziabile) sono già stati liquidati a seguito dell’esecuzione dei lavori previsti (importo “erogato”).

Complessivamente, sono stati eseguiti 978 interventi: circa un terzo di questi è già stato concluso (310 interventi), un terzo è in fase, più o  meno avanzata, di realizzazione (191 interventi in fase di attuazione e 157 in fase di collaudo), e poco meno di un terzo in fase di preparazione (75 interventi in programmazione e 252 in fase di progettazione).

Un numero consistente di questi interventi riguarda il comune dell’Aquila: 406 (pari al 40% del totale), per i quali sono stati stanziati complessivamente 875 milioni di finanziamento (corrispondenti al 74% di tutti i fondi stanziati per la ricostruzione pubblica). Di questi, 266 milioni di euro ( 77% del totale erogato)  sono stati spesi a seguito della conclusione di lavori eseguiti nel solo comune dell’Aquila. 

Alcuni  interventi sul patrimonio pubblico sono stati avviati e conclusi immediatamente dopo il sisma (si tratta di interventi di urgenza su strutture pubbliche fondamentali, quali la riparazione dell’edificio dei vigili del fuoco, del carcere e di alcune scuole); la gran parte dei lavori sul patrimonio pubblico si avvia però nel 2011, nel corso del quale risultano aperti 81 interventi, ordine di grandezza che si mantiene costante anche nei due anni successivi. Nel triennio 2014-2016 la ricostruzione sembra rallentare con un numero di interventi avviati per anno dell’ordine di 30.

Gli interventi realizzati nell’ambito della ricostruzione pubblica sono, naturalmente, di svariato tipo: ricostruzione e riparazione di scuole, chiese, cimiteri, alloggi pubblici, impianti sportivi, tribunali, infrastrutture. In termini generali, il maggior numero di interventi riguarda il patrimonio residenziale amministrato dalle Aziende Territoriali per l’Edilizia Pubblica e le scuole (179  e 131 interventi rispettivamente, su un totale di 978). Per la ricostruzione e la riparazione dell’edilizia pubblica residenziale di ATER sono stati stanziati circa 28 milioni di euro, mentre per le scuole sono stati stanziati 110 milioni di euro (circa il 12% di tutti i fondi per la ricostruzione pubblica, di cui circa 26 già erogati). Gli interventi per le scuole sono la categoria di interventi sui beni pubblici che ha attratto maggiori finanziamenti, investiti prevalentemente nella ricostruzione delle scuole dei comuni del cratere e solo marginalmente nel comune dell’Aquila.

Diversi soggetti pubblici sono coinvolti nella ricostruzione del patrimonio da loro gestito. Tra questi, quelli che hanno messo in campo un numero maggiore di interventi sono le Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale delle diverse province colpite (l’Aquila, Teramo e Chieti alle quali fanno capo, rispettivamente, 240, 66 e 52 interventi), alcuni Ministeri (ad esempio, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con 127 interventi, e quello dei Beni e le Attività Culturali, con 67 interventi) e i Comuni (in primis quello dell’Aquila, con 49 interventi). Il numero degli interventi effettuati, naturalmente, non corrisponde necessariamente alla loro entità complessiva in termini economici: ad esempio, la graduatoria dei soggetti attuatori per importo finanziato è guidata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i cui interventi sono stati finanziati con 374 milioni di euro, seguito dal Comune dell’Aquila (circa 146 milioni), dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali (118 milioni) e dall’ATER dell’Aquila (circa 104 milioni).

La maggiore lacuna nei dati relativi alla ricostruzione pubblica, anche se confrontati con quelli della ricostruzione privata, riguarda certamente l’assenza di riferimenti alle ditte appaltatrici, tecnici e relativi costi. Ciò a causa del gran numero di soggetti attuatori e di forti disomogeneità nei diversi dataset. Da questo punto di vista OpenData Ricostruzione offre importanti spunti di riflessione evidenziando la necessità di rendere più leggibili e trasparenti i processi di ricostruzione pubblica, a maggior ragione essendo ricostruzione di beni comuni per cui la partecipazione dei cittadini riveste un ruolo centrale.