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LA RISPOSTA ALL’EMERGENZA

LA RISPOSTA ALL’EMERGENZA

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, un sisma di magnitudo 6.3 con epicentro in località Colle Miruci, nella frazione di Roio, Comune dell’Aquila, provoca 309 vittime e oltre 1600 feriti. E’ stata la scossa più forte di una serie di eventi sismici cominciati nei mesi precedenti. Nelle settimane e mesi successivi al 6 aprile si assiste a un imponente dispiegamento di forze finalizzato prima alle attività di salvataggio e assistenza medico-sanitaria delle popolazioni colpite e, successivamente, all’organizzazione dell’accoglienza per i circa 100.000 sfollati tra L’Aquila e comuni limitrofi.

La sezione Emergenza di Open Data Ricostruzione riguarda tutti gli interventi per l’assistenza alle persone, l’immediata accoglienza abitativa e la prima messa in sicurezza degli edifici del cosiddetto “cratere” ovvero i 57 comuni maggiormente colpiti dal sisma. Complessivamente, per questi interventi gli enti pubblici coinvolti hanno erogato circa due miliardi di euro.

LA PRIMA ASSISTENZA

Oltre agli interventi urgenti di prima assistenza (27 milioni di euro circa) e le spese per beni e servizi (44 milioni), una parte consistente dei fondi relativi alla prima gestione dell’emergenza è stata impiegata per l’organizzazione delle tendopoli (49 milioni) per la predisposizione delle tende, fornitura di pasti e derrate alimentari (17 milioni), per la gestione dei rifiuti (6 milioni) e dei servizi igienici (19 milioni). Un’altra parte consistente dei fondi spesi per la prima emergenza è stata impiegata per ospitare parte della popolazione in alberghi (180 milioni) o per erogare direttamente un contributo economico (Contributo Autonoma Sistemazione, C.A.S. per 75 milioni).

PROGETTO C.A.S.E.

La parte più ingente dei fondi spesi per l’emergenza (oltre 800 milioni di euro) è stata utilizzata per la realizzazione del progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) nel Comune dell’Aquila, approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 maggio 2009, allo scopo di fornire al più presto un alloggio provvisorio di media qualità. Obiettivo del Piano C.A.S.E. é quindi la realizzazione, prima dell’arrivo dell’inverno 2009-2010, di nuove abitazioni antisismiche contestualmente al progressivo smantellamento delle tendopoli e al rientro degli sfollati alloggiati altrove. Il costo esclude le spese effettuate per gli espropri resi necessari per permettere la costruzione dei nuovi insediamenti. Su questo il portale offre una voce separata.

PROGETTO M.A.P.

Per garantire alloggi provvisori si aggiungono al progetto C.A.S.E. i Moduli Abitativi Provvisori (M.A.P.), realizzati con prefabbricati in legno a partire dal settembre 2009. Il piano M.A.P. è stato attuato in diverse frazioni dell’Aquila e in tutti gli altri comuni – il numero totale delle unità MAP ammonta a 2262, di cui 209 realizzati su donazione – per una spesa complessiva di 240 milioni di euro.

GLI INTERVENTI DI RIPRISTINO E REALIZZAZIONE DI STRUTTURE PUBBLICHE PROVVISORIE

Nella prima fase di ricostruzione, fondi consistenti (circa 628 milioni di euro) sono stati impiegati per realizzare numerosi interventi di puntellamento, ripristino e messa in sicurezza del territorio e delle abitazioni danneggiate al fine di non aggravare ulteriormente il danno edilizio. Altri fondi, per un totale di 90 milioni di euro, sono stati impiegati per la costruzione di moduli provvisori adibiti a funzioni pubbliche quali scuole e chiese.  Significative anche le somme impiegate per gli espropri eseguiti durante la fase dell’emergenza (66 milioni) e quelle raccolte attraverso donazioni fatte  attraverso i canali della Protezione Civile (circa 28 milioni di euro).